Nucleo Psicologi della Protezione Civile ANA e l’esercitazione VARDIREX 2018



La partecipazione del Nucleo Psicologi di Protezione Civile ANA alla esercitazione nazionale interforze VARDIREX 2018.

Dal 17 al 21 ottobre 2018 si è svolta una importante esercitazione che ha coinvolto un complesso operativo di uomini e mezzi straordinario, frutto della laboriosa opera organizzativa di coordinamento, sia a livello locale che nazionale,  delle Forze armate, dell’Associazione Nazionale Alpini e con il supporto della Protezione Civile.

L’esercitazione VARDIREX (Various Disaster Relief Management Exercise), si presenta con un piano di coinvolgimento di 800 persone,  5 elicotteri, 2 velivoli dell’aeronautica militare, 42 mezzi pesanti.

VARDIREX si è svolta contemporaneamente nei territori delle città di Verona, di Cuneo e dell’Aquila.

In particolare, la destinazione assegnataci per l’esercitazione è stata il comune di Coppito (AQ), dove si è organizzata la simulazione di un evento post-sisma,  richiedente il gestire lo sgombero di una scuola, un incendio boschivo, il ripristino della viabilità su una strada, un intervento aeromobile per il trasporto aereo di un mezzo cingolato anti-incendio, la ricerca ed il soccorso di alcuni dispersi in alta quota.

REPORT: NARRAZIONE DELL’ESPERIENZA

Consegna: presentarsi nel pomeriggio di mercoledì 17 ottobre 2018, presso la Sezione ANA di Bergamo. Da lì, trasferimento all’aeroporto militare di Orio sul Serio per essere aviotrasportati a Coppito (AQ), dove, nel contesto dell’esercitazione, dovrà essere allestito un Posto Medico avanzato (PMA) con triage ed accoglienza medica, sala chirurgica e sala per il triage psicologico. Il piano operativo richiede la presenza di due psicologi, che sono allocati stanziando il sottoscritto,  risorsa del 1° RGPT, insieme con una collega del 3° RGPT.

Parto alle ore 13.30 da Torino, verso la Sezione ANA di Bergamo. Allargo il giro per passare da Asti, dove ho appuntamento con una collega della Squadra Sanitaria.

La Sezione ANA di Bergamo, sita in via Gasparini, è un grande cascinale di recente ristrutturazione che ha conservato molto del fascino di un costrutto ricco storicamente e posizionato in un’area che induce solidità e funzionalità degli spazi che ben si attagliano allo spirito degli Alpini, dei loro ideali,  delle loro complesse, generose operosità.

Ospiti a cena e per la notte, con la disposizione di presentarsi il mattino successivo, alle ore 9, all’aeroporto militare di Orio al serio. Partenza programmata le 11. Tutti in perfetto orario i 14 componenti della squadra sanitaria che, insieme con il complesso che costituiva tutta l’attrezzatura per la messa in opera del PMA (una piattaforma cubica di circa 2,5 m. di ciascun lato), sono da imbarcare a bordo di un velivolo Alenia E47.

Per motivi tecnici, il volo è ritardato alle ore 14. Si parte. Qualcuno ha preferito indossare dei tappi per le orecchie, in previsione del rumore atteso durante il volo. La cabina (o meglio la fusoliera) che ci ospita è, ovviamente, in stile militare ed è molto spartana. Il volo è stato, comunque, inaspettatamente “morbido”, grazie all’esperto  pilotaggio di una comandante che ha ben condotto il gigante con uno stile che non lasciava spazio a scossoni o sobbalzi.

L’ARRIVO A COPPITO

L’atterraggio all’aeroporto di Preturo (AQ) è poco prima delle ore 15.30. Trasbordati su dei pulmini, siamo finalmente arrivati sul luogo di destinazione: l’area di Murata Gigotti a Coppito, nelle prossimità de l’Aquila, dove il personale del 9° reggimento alpini, del battaglione “Vicenza” ha predisposto, con il personale dell’ANA ed altre forze dell’ordine e della Protezione Civile locali,  il campo che avrebbe fatto da teatro operativo dell’esercitazione.

Una volta in loco, registrati, alloggiati nelle tende e rifocillati con una colazione veloce, ci viene comunicato il piano operativo: l’area di Murata Gigotti è designata per approntare e gestire un campo di accoglienza e di assistenza sanitaria dotato di un PMA. Questi deve essere corredato anche di un punto per il primo aiuto psicologico, da destinare sia alle vittime, che ai soccorritori.

Alle 17.30 ci ritroviamo nel campo con l’ospedale da campo “cubizzato”, da montare, partendo da zero! Il mattino successivo, alle ore 7, il PMA dovrà essere pronto ed operativo, sotto ogni aspetto tecnico-funzionale, con tutto il personale della squadra sanitaria all’erta per accogliere i feriti ed intervenire come stabilito dai protocolli ospedalieri di medici e psicologi.

E qui entra in azione una squadra di Alpini esperti che, con l’umile contributo della nostra manovalanza, si prodiga in una “magica” composizione che, portata avanti sino ad oltre l’una di notte, monta la struttura (a croce), la stabilizza, la dota delle fonti energetiche, monta le attrezzature, impianta un “pronto soccorso” con triage, una sala ricovero, una sala chirurgica pronta ad effettuare interventi, una zona per primo soccorso psicologico con il triage e l’accoglienza dei casi da tenere in trattamento. La circostanza che tutto questa straordinaria messa in opera sia avvenuta a tarda sera, con le sole luci dei fari disponibili, non mi ha permesso di realizzare fotograficamente un time-lapse con cui documentare la trascinante progressione di un set-up che è stato – ancora una volta – testimonianza della instancabile prodigiosa volontà con cui i nostri Alpini si impegnano nelle fasi esecutive a loro assegnate.

E’ persino superfluo precisare che al mattino alle 7 tutto è predisposto e pronto ad accogliere soccorritori e soccorsi. A metà mattinata inizia l’esercitazione, con una sequenza di fasi e di interventi che si succedono nel rispetto del piano che era stato progettato.

L’ESERCITAZIONE

Il PMA si vede arrivare una serie di ambulanze con feriti gravi e meno gravi, di cui uno – tra i più critici – addirittura elitrasportato. Nel PMA si attivano infermieri e medici per valutare la gravità dei traumi riportati di ogni singolo caso e ad stabilirne la scala d’urgenza (triage), predisponendosi ad erogare, nel tempo più celere, l’intervento clinico necessario.

I feriti classificati con codice bianco (portatori di ferite fisiche lievi o di significativi traumi di ordine psicologico) sono dirottati subito al triage psicologico per la valutazione degli interventi di primo soccorso psicologico erogabili in loco o per il convogliamento a strutture sanitarie ospedaliere più adeguate.

A questo proposito, la tragedia che nell’agosto 2018 ha colpito la città di Genova, ha ben definito l’importanza della presenza in loco di un team di psicologi ben preparati per i contesti emergenziali. La caduta del ponte Morandi, con il suo devastante epilogo di 43 morti, ha fatto sobbalzare in prima linea la necessità di dare immediato soccorso a centinaia di persone che si sono riversate nei pronto soccorso ospedalieri della città. Il frastuono, causato dal crollo e la corsa atterrita di tutte le persone, che abitavano nelle case intorno al viadotto Polcevera, ha generato un clima di terrore talmente traumatizzante da richiedere l’intervento di personale sanitario specializzato nel trattamento dei traumi. A questi si sono aggiunti gli interventi di primo aiuto psicologico da effettuare sui feriti, sui tanti familiari-parenti delle persone decedute, sui soccorritori stessi, intervenuti con tanta immediatezza e generosità sui luoghi della sciagura.

L’esercitazione VARDIREX si conclude alle ore 13 circa, suscitando un certo entusiasmo nelle forze impiegate per la qualità dei risultati raggiunti e per il successo della strategia del complesso coordinamento che è stato operato: Esercito, ANA, Protezione Civile, VV.FF., Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza.

Il pomeriggio della giornata del 19 è dedicato allo smontaggio del campo intero: come PMA gli Alpini provvedono, con la solita perizia, a ricomporre il “cubo”, strutturandolo sulla piattaforma che deve essere riportata ad Orio sul Serio. Tutta la delicata, preziosa attrezzatura del PMA è riposta nei contenitori originari e, al termine (dopo una paziente verifica che ha incluso la raccolta dei pochi rifiuti dispersi), non un pezzo di carta rimane a segnare il terreno che ci ha accolti.

L’appuntamento per la cena della sera è una occasione per festeggiare la positiva conclusione dell’evento: questi sono i momenti in cui si riconferma lo spirito che unisce ed accomuna l’ideale di fratellanza degli Alpini. Dopo una eccellente cena, preparata dalle cucine dell’esercito nel campo, i “nostri” de l’Aquila, avevano già provveduto a organizzare all’esterno delle graticole per preparare i succulenti classici  “arrosticini abruzzesi” (a volontà) da accompagnare con dell’ottimo vino locale, caffè e dopo-caffè. Si arriva quasi a mezzanotte!

IL RIENTRO

Sabato 20 mattino, adunata alle 7 e, come ogni giorno, alzabandiera. Il volo è programmato per le 9, ma non ci si muove dal campo in quanto un nebbione, più intenso del solito, non consente all’Alenia E47 di atterrare in sicurezza all’aeroporto dei Parchi Giuliana Tamburro (chiuso dal 2015, a quanto mi risulta, al traffico aereo commerciale).

Dissoltasi la nebbia mattutina, verso le ore 11, l’E47 è pronto per iniziare il volo di rientro e riportare ad Orio la squadra sanitaria ed il “cubo”-PMA. Giunti ad Orio, si va a recuperare le automobili e ci si saluta con simpatia, dandosi appuntamento alla prossima esercitazione.

Bergamo-Milano-Torino, con tanto di coda chilometrica a Sesto San Giovanni, per arrivare a destinazione nel tardo pomeriggio, esausto, ma arricchito da questa nuova intensa esperienza.

Con l’occasione, desidero ringraziare i Volontari ANA e le altre unità di forze che hanno reso possibile la strutturazione e la maintenance del campo. Insieme con essi, tutti i componenti della Squadra Sanitaria, grazie a cui abbiamo reso pienamente funzionale ed operativo il PMA, e, in particolare, la cara collega psicologa con cui ho avuto il piacere collaborare, per far fronte agli interventi di primo soccorso psicologico che si sono resi necessari.

 

Gaetano Toldonato

Psicologo Psicoterapeuta, esperto in Psicologia dell’Emergenza,

Componente del Direttivo di Psicologi per i Popoli – Torino,

Capo Nucleo Psicologi di Protezione Civile dell’ANA – Sezione di Torino.